Malattia parodontale: come si cura e si previene

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Malattia parodontale: come si cura e si previene

Perché le gengive sanguinano.

Si stima che il 90% della popolazione soffra di gengivite. La gengivite si riconosce per l’arrossamento e il sanguinamento della gengiva e nel 30% dei casi evolve in malattia parodontale

Il controllo del l’infiammazione.

L’individuazione precoce dei fattori che predispongono alla parodontite, permette, l’attuazione di trattamenti mirati a fare regredire l’infiammazione e quando possibile (secondo la gravità della malattia) rigenerare parte del tessuto osseo che è stata distrutta. Oggi, grazie agli strumenti altamente tecnologici per la decontaminazione della superficie della radice e tra questi occorre ricordare:

  • Punte ultrasoniche di ultima generazione, che consentono una migliore decontaminazione della superficie radicolare senza essere troppo aggressivi con i tessuti‬
  • Strumenti manuali innovativi dalle forme particolari, che si adattano meglio alla morfologia radicolare.‬
  • Dispositivi spray con i quali vengono utilizzate polveri particolari per la rimozione dei batteri dalla superficie del dente e  della radice.‬

Vari tipi di laser, intesi come strumento per realizzare una più elevata decontaminazione della superficie radicolare.

Con l’utilizzo di questi strumenti, laddove indicati, e con adeguati protocolli di mantenimento studiati  secondo la gravità della malattia, è possibile  mantenere nel tempo la salute di denti e gengive. La prevenzione della parodontite consiste nel mantenere quotidianamente pulite  tutte le superfici dentali e il margine gengivale e il mantenimento in stato di salute dei tessuti di sostegno, consiste nell’istruzione individuale del paziente al controllo giornaliero della placca batterica che si forma nel margine gengivale e maggiormente negli spazi interdentali (terapia igienica). Gli individui con predisposizione alla malattia parodontale, dovranno inoltre, sottoporsi periodicamente a delle sedute igieniche professionali per eliminare ogni possibile fattore ritentivo di placca batterica, come il tartaro e la placca batterica sottogengivale che tende a riformarsi periodicamente all’interno delle tasche gengivali.